1) Per consentire nuove cure per malattie come l'Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori
La ricerca sulle cellule staminali embrionali potrebbe aiutarci, in futuro, a trovare cure per malattie gravissime come quelle citate nel titolo del quesito referendario.è questa l'opinione della stragrande maggioranza degli scienziati.
L'entrata in vigore della legge 40 ha vietato in Italia tale promettente filone di ricerca. Noi riteniamo che non sia opportuno abbandonare la ricerca sulle cellule staminali embrionali sulla quale tutti i Paesi più evoluti stanno investendo in risorse umane ed economiche.
In Italia oggi 10 milioni di persone sono ammalate di malattie degenerative, che sono in costante aumento per l'avanzare dell'età media della popolazione.
Per ridare ai nostri milioni di malati la speranza di una guarigione, per evitare che cessi la fuga dei ricercatori italiani all'estero, ti chiediamo di votare Sì - Per la tutela della salute della donna
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2 Per la tutela della salute della donna
Fino all'avvento, un anno fa, della legge 40, in Italia accedevano alle tecniche di fecondazione assistita anche le coppie non sterili, ma ad alto rischio (25%- 50%) di trasmettere ai figli gravi malattie genetiche.
Potevano avvalersi della diagnosi genetica pre-impianto, una metodica usata nel mondo già da 14 anni e perciò consolidata, che ha rappresentato un enorme aiuto per queste coppie ad alto rischio genetico, ma fertili. Sono circa 3000 le malattie genetiche non legate alla fertilità.
Tale tecnica consente la diagnosi genetica sul concepito relativa a quella specifica malattia della quale sono portatori sani i genitori in terza giornata, in modo da evitare di dover fare, a gravidanza iniziata, la villocentesi o l'amniocentesi per poi eventualmente effettuare l'aborto.
La coppia poteva così evitare la drammatica esperienza dell'aborto terapeutico, scelta compiuta nel 90% dei casi in cui le indagini prenatali evidenziavano gravi problemi genetici o cromosomici; oggi non più, non avendo la certificazione di infertilità.
Possiamo quindi affermare che questa legge provoca un importante aumento degli aborti, non permettendo una diagnosi quando la gravidanza non è ancora iniziata. In sostanza grazie alla diagnosi genetica pre-impianto, sono nati molti bambini che altrimenti non avrebbero mai visto la luce.
Anche le coppie ad alto rischio di trasmissione di malattie virali (epatiti, HIV) non essendo infertili non possono accedere alla pma e ciò determina anche per loro l'impossibilità di avere un figlio senza rischiare di trasmettergli la patologia.
La legge 40 ha imposto anche vari vincoli tecnici: il numero di embrioni da produrre, il divieto di crioconservare, l'obbligo di trasferirli tutti contemporaneamente in utero, la gradualità delle tecniche; tutti limiti che non considerano la variabilità del caso concreto e non lasciano spazio alla professionalità e alla deontologia del medico, il quale non può più curare i pazienti in base alla forma di sterilità e all'età, ma deve curarli seguendo un protocollo imposto dalla legge.
è come se si fosse preteso di normare, attraverso una legge, le modalità di un'operazione al cuore!
Gli specialisti, sia italiani sia stranieri, che hanno evidenziato questo pericolo durante le audizioni volute dal Senato, sono rimasti inascoltati.
La buona pratica medica, seguita in tutto il mondo, richiede che si tenti la fecondazione su tutti gli ovociti, si trasferisca in utero il numero di embrioni adatto allo specifico caso (il numero aumenta con l'età e va da 1 a 3) e si crioconservino i restanti per futuri trattamenti, evitando alla donna nuove stimolazioni ormonali, nocive per la salute.
Con la legge 40, si possono fecondare solo 3 ovociti, gli altri si scartano (oppure li si crioconserva), e tutti gli embrioni vanno trasferiti in utero contemporaneamente.
Le percentuali di successo diminuiscono significativamente e la donna dovrà ripetere la stimolazione molte più volte, specialmente se non è più giovanissima. Sappiamo che accade sempre più spesso che per le difficoltà di trovare lavoro e di mettere su famiglia si rimandi sempre di più l'arrivo di un figlio. Per le donne giovani invece sussiste l'alto rischio di gravidanze trigemellari.
Per evitare tutto questo, chi ha i mezzi economici e culturali per farlo, spesso decide di andare all'estero. Con la nuova legge 40, il cosiddetto turismo procreativo è aumentato del 25%.
La legge ammette al contrario la ricerca sulla crioconservazione degli ovociti, che tuttavia è una tecnica ancora sperimentale e che non da risultati paragonabili a quelli del congelamento embrionario.Ecco perché è espressamente vietata in Paesi come la Spagna, che pure hanno una legislazione molto all'avanguardia in materia di fecondazione assistita.
Al contrario, la crioconservazione degli embrioni è ammessa e praticata da decenni in tutto il mondo (in Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda, Grecia, Paesi Bassi, Spagna, Belgio, Francia, Gran Bretagna…).
Da ovociti scongelati sono nati appena qualche centinaio di bambini contro le decine di migliaia nati da embrioni scongelati.
Perché abbandonare una tecnica consolidata a favore di una ancora sperimentale?
Il quesito referendario si propone, inoltre, di abrogare il divieto di gradualità delle tecniche mantenendo al contempo il principio di minore invasività. Infatti la gradualità delle tecniche, se è opportuna per alcune forme, è del tutto controproducente nei casi più gravi. Aboliamo quindi questo obbligo e lasciamo che sia il medico insieme alla donna interessata, a scegliere la tecnica più appropriata.
Per abrogare il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita alle coppie non sterili, ma ad alto rischio di trasmettere alla prole gravi malattie genetiche, nonché per abrogare quei limiti tecnici che riducono fortemente le probabilità di successo della procreazione assistita, ti chiediamo di votare Sì
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3)Per l'Autodeterminazione e la tutela della salute della donna e del concepito
Nelle tecniche di fecondazione assistita in vitro, il medico ed il biologo favoriscono, all'esterno del corpo della donna, l'incontro tra ovocita e spermatozoo, superando il problema di sterilità che rendeva tale incontro impossibile.
Se avviene la fecondazione e si forma il pre-embrione, entro un massimo di 5 giorni, esso viene trasferito nell'utero materno, dove si spera che, naturalmente, riesca a crescere per circa nove mesi.
La scienza non è oggi in grado di fare sviluppare l'embrione, fuori dal grembo materno, oltre il limite di 5 giorni, quindi, l'immagine del bambino in provetta è fantascienza e chi la invoca lo fa unicamente per diffondere un terrorismo psicologico. Solo il grembo materno ha la possibilità di far diventare bambino l'embrione.
Allo stadio nel quale viene trasferito in utero siamo di fronte ad un insieme di cellule (da 2 a 16), dalle funzioni ancora indistinte (alcune di queste forse diventeranno l'embrione vero e proprio, altre i tessuti atti a nutrirlo), privo di sistema nervoso (che si inizierà a formare solo dopo 14 giorni dalla fecondazione) e finanche di un codice genetico certamente unico. Può evolversi, infatti, ancora in due gemelli monozigoti, ma anche, purtroppo, in una camera gestazionale vuota o, peggio ancora, in una mola vescicolare ovvero un terribile tumore della placenta.
Nessuno più della coppia sterile rispetta profondamente quell'embrione; nessuno più della coppia sterile spera che davvero possa divenire il proprio amato figlio.
Purtroppo, però, nel 75% dei casi, per cause non ancora del tutto note, non ce la fa a continuare a svilupparsi, con grande dolore della coppia.
E questo non perché sia stato concepito in provetta, ma perché è la drammatica sorte di tutti gli embrioni umani, anche di quelli concepiti naturalmente. La natura lo ha reso perdente e nessuno oggi è in grado di far nulla per aiutarlo a sopravvivere.
Basterebbe quanto appena detto per capire perché noi, come la stragrande maggioranza degli scienziati, riteniamo che quell'embrione non possa avere una tutela pari a quella di una persona già nata.
Il che, ovviamente, non significa che consideriamo quell'embrione alla stregua di una muffa o di una unghia, ma solo che riteniamo sia ingiusto non adottare un principio di gradualità della tutela, accordando al nato una tutela maggiore che al feto, e al feto una tutela maggiore che al concepito.
Questo è il principio giuridico oggi vigente e stabilire, per la prima volta al mondo, una tutela del concepito pari a quella del nato, non può che stravolgere il nostro ordinamento.
Tale principio è presente anche nella legge 194/1978 sulla interruzione volontaria della gravidanza che, pur riconoscendo una tutela al feto, ritiene che essa debba essere messa in relazione con quella dovuta alla salute della madre e che, quando l'una è in conflitto con l'altra, non possa che prevalere quella della madre in quanto persona già nata. D'altra parte nel nostro paese è consentito l'uso di anticoncezionali quali la spirale che di fatto impediscono l'attecchimento dell'eventuale embrione formatosi naturalmente.
Perché i diritti delle persone già nate non siano considerati equivalenti a quelli dell'embrione, per salvaguardare la legge 194, per tutelare il diritto della coppia sterile a curare la propria malattia nel modo migliore, ti chiediamo di votare Sì
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4) Per la fecondazione eterologa ( Donazione di gameti)
Chi ricorre alla fecondazione eterologa? Quando la si pratica?
Ricorrono alla fecondazione eterologa quelle coppie in cui uno dei due è completamente sterile (un uomo senza spermatozoi, una donna senza ovuli), spesso a causa di tumori e chemioterapie oppure quando uno dei due ha la certezza di trasmettere gravi malattie alla prole.
Per fortuna, ci sono uomini e donne generosi, disposti a donare il proprio seme e i propri ovuli a queste coppie, regalando loro la speranza di diventare genitori.
La fecondazione eterologa è ammessa in quasi tutto il mondo, ed in alcuni paesi, come la Francia, vengono condotte campagne di sensibilizzazione pubblica per favorire la donazione di gameti, proprio come si fa per la donazione del sangue.
Nel mondo sono nati, grazie a tale tecnica, milioni di bambini felici.
Il figlio nato da fecondazione eterologa, ha i caratteri genetici di uno solo dei genitori, ma ha l'amore incondizionato e l'assunzione di una precisa responsabilità ad essere preso in cura per sempre da parte di entrambi. Queste ci sembra siano le caratteristiche indispensabili per un buon genitore. Non la trasmissione di un corredo cromosomico. Le stesse caratteristiche per cui il nostro ordinamento giuridico legittima l'adozione come forma di genitorialità a tutti gli effetti.
Per consentire la donazione di gameti per rimediare ai casi di sterilità più gravi, per aiutare tanti bambini a nascere, ti chiediamo di votare Sì
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